articolo37

Il pane, le rose e molto di più

Con gli occhi di Silvia

Silvia Storelli è una film maker. Abbiamo conosciuto la sua storia in occasione di #Npdonne a ottobre.

La seguo sui social network e, dopo aver riletto quello che aveva raccontato a Francesca Sanzo in occasione dell’iniziativa (qui la sua intervista), ho voluto conoscere più da vicino la sua storia, il suo percorso professionale, le difficoltà che sta incontrando in questo momento.

Ecco la nostra chiacchierata (i grassetti sono miei):

Come mamma e come donna hai incontrato difficoltà nel tuo percorso professionale?

Sì, ho sempre faticato per riuscire a fare quello che mi piaceva fare, cioè i video. Mi sono sempre guadagnata il pane, anche se poco, cercando di affermare il mio stile narrativo con il video: ho fatto documentari e tanti laboratori nelle scuole. Una ricerca di un paio di anni fa mi indicava come la film maker più produttiva in ambito sociale nella città di Bologna.

Fare la film maker non è mai stato semplice visto che ho sempre avuto a che fare con un ambiente molto maschile e maschilista.

Ho scelto perciò di non ricercare la via del riconoscimento “ufficiale”,  ma di mettere a servizio il mio modo di lavorare per progetti di ambito sociale. Ho sempre avuto la “smania” di produrre, di fare, di creare e mai di promuovermi, convinta che prima o poi avrei avuto dei riconoscimenti.

Conciliare poi  il ruolo di mamma con quello della professionista è stato sempre difficilissimo, ma per fortuna ho una famiglia che mi aiuta tantissimo. Sono diventata mamma a 32 anni e il tipico decennio della vita da aperitivo l’ho trascorso ad occuparmi della crescita di Olivia e della produzione dei miei lavori, senza mai concedermi i famosi apertivi! Potrei recuperare oggi, ma sono disoccupata e sto tagliando tutte le spese superflue.

La crisi economica ha avuto ripercussioni sulla tua attività?

La crisi mi ha praticamente fermato: sono 7 mesi che non lavoro (a parte due piccoli laboratori che ho condotto) e questo dal ’96, anno in cui ho iniziato a lavorare guadagnando, non era mai successo.

Confesso che la tentazione di appendere la videocamera al chiodo ce l’ho e magari potrei costruire un progetto di impresa.

L’essere entrata in contatto con una rete di donne come quelle di #Npdonne o altre sui social network ti ha aiutato per nuovi percorsi?

Sì, mi è servito tantissimo per ritrovare energia e anche autostima, per confrontarmi, per trovare sostegno e per avvicinarmi in maniera più consapevole all’ambito web, infatti sto cercando di propormi essenzialmente per realizzare servizi video per il web.

Che cos’è Recpausa? Mi parli del tuo store on line?

Recpausa è il mio blog: un luogo per raccontare altre cose che mi riguardano che non siano inerenti al lavoro. In Recpausa sperimento nuovi modi di utilizzare la natura video-narrativa dei mezzi leggeri come smartphone e fotocamere portatili, invento progetti creativi collaborativi come #twitscript, tengo un video-diario digitale e racconto la mia rigenerata vocazione verso l’handmade.

Ellis Store è un tentativo di shop online! Ma non ho il tempo di seguirlo. Forse nei prossimi giorni ci saranno delle novità…

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Le nuove professioni delle donne…dicono di noi

Una giornata intensa, ma piena di soddisfazioni. Non lo scrivo per far piacere a qualcuno, ma è stato davvero così.

Saperi, testimonianze, buone pratiche e progetti di donne che con la Rete e grazie alle nuove tecnologie si sono (re)inventate una professione.

Sono stati questi gli ingredienti che, sabato 15 ottobre, hanno fatto de “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners BolognaDonne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è #NPDonne), un momento di condivisione intenso ed entusiasmante.

Ne hanno parlato molte delle protagoniste della giornata sui loro blog e se ne è parlato anche in rete, come dimostra questa piccola rassegna stampa web:

La Repubblica Bologna

Dols

Atipici

SnapBologna

Scoop

EmilBanca

Il club delle mamme

Lo ha fatto per immagini, come solo lei sa fare, Silvia Storelli con questo video

 

Di sicuro insieme a GGDBologna ed a Francesca Sanzo per Donne Pensanti continueremo a parlare di #NPDonne anche sul blog ospitato dal quotidiano L’Informazione di Bologna.

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Silvia, un ciak per raccontarsi

 

Raccontare tramite video” è il titolo del workshop che Silvia Storelli terrà a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma sabato 15 ottobre alle Officine Minganti di Bologna.

In questa intervista curata da Francesca Sanzo, la nostra Panzallaria e artefice di Donne Pensanti, Silvia racconta la sua professione, i suoi progetti e la sua passione per il racconto per immagini.

Prima di leggere la testimonianza di Silvia, vi ricordo che il nostro hashtag è #NPDonne.

Mi racconti chi eri prima di crearti anche un’identità social?
Prima del mio debutto sul web ero sempre io: una donna e una mamma che da 15 anni si mantiene facendo la film maker.
Prima ero una trentenne, ora sono una quarantenne avviata che ha dovuto aggiornarsi in fretta.
Prima andavo a bussare alle porte, ora non mi muovo di casa (e nonostante questo sono più conosciuta).
Prima non avrei mai pensato di lavorare in tv, ora la tv me la sono fatta da me!
Prima ero una documentarista, ora sono una storyteller!

Cosa porti della tua vita off line in quella on line?
Porto la mia visione del mondo e il mio immaginario.
Porto la mia dignità, la mia etica e la mia militanza in difesa dei diritti.
Porto la mia leggerezza e la mia autoironia.
Porto la mia serietà e la mia professionalità.
Porto le mie passioni: l’handmade, l’illustrazione per l’infanzia, il cinema e la musica d’altri tempi.
L’offline porta all’online e viceversa, guai a interrompere il flusso on/off!!

In questi anni da videoblogger c’è un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?
Da quando ho fondato la webtv CrossingTV, ne sono successe di cose…Ho incrociato così tante persone e così tanti mondi che è davvero difficile focalizzare su un episodio…
Una delle esperienze più interessanti è l’aver conosciuto le altre webtv italiane durante i meeting annuali organizzati da Altratv.it.
Quello delle web tv è un universo variegatissimo, fortemente territoriale, popolato da videomaker di ogni età e di ogni provenienza e per questo anche molto divertente.

Cosa stai facendo ora? Qual è il progetto professionale che hai voglia di raccontarci?
Purtroppo alcuni lavori consolidati negli anni non mi sono stati riconfermati e, quindi, invece di abbattermi sto investendo su un mio rilancio.
Intanto sono ripartita dalla mia web identity: ho sistemato il mio sito personale, ho iniziato a twittare, ho facebook sempre sul “chi va là”, e poi aperto un vlog personale: La Story, dove racconto di me facendo video con il mio telefonino.
Sicuramente vedo il mio futuro professionale legato ai contenuti video per il web.
Ho molti progetti per la testa in cui lo strumento dello storytelling  e le possibilità del video si intrecciano.
Mi piacerebbe continuare da una parte a trovare uno sviluppo professionale basato sulle competenze acquisite nell’ambito della comunicazione rivolta ai cittadini di origine straniera, ovvero il cosiddetto “etnomarketing”; dall’altra penso a tutti i servizi di video-narrazione che potrei offrire per privati ed imprese.
E in più ho deciso di studiare la motion graphic (se trovo il tempo…)

Cosa racconterai alla nostra iniziativa e cosa pensi che possa offrirti “Le nuove professioni delle donne”?
Sabato 15  terrò un workshop sulla narrazione tramite video, ovvero come sfruttare al meglio e in maniera creativa  videocamere, fotocamere e telefonini.
Svelerò alcuni trucchi tecnici e alcuni miei segreti narrativi.
Sono molto contenta della possibilità di conoscere altre donne professioniste e sono molto curiosa di ascoltare le loro testimonianze.
Credo che siamo tutte in cerca di stimoli e di  nuove possibilità di collaborazioni.
Io, sinceramente, sento anche il bisogno di allargare i miei contatti a persone “simili” a me: donne, mamme e 40enni.

 

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