Questa è la prima testimonianza raccolta da Articolo37.
Qualche giorno fa ho ricevuto la mail di una donna che ha voluto raccontarmi la sua dolorosa esperienza professionale.
E’ una mail scandita, anzi interrotta abbastanza di frequente dai puntini di sospensione. Non certo un vezzo stilistico, ma è come se quella punteggiatura l’abbia aiutata ad esprimere meglio la sua ansia, la sua disperazione.
Libera (nome di fantasia), nata al Sud, si trasferisce in una città del ricco Nord-Est. Qui lavora nel privato, ma dopo sei anni lascia il lavoro a causa di alcune incomprensioni con la ditta.
Torna nella sua regione d’origine ed accede alle selezioni per un contratto a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione.
Scrive Libera:
Scendo giù per la disperazione. (…) Riesco ad ottenere questo straordinario posto presso (…) che dista da casa mia circa 250 km. Risultato: tutte le mattine, pur di lavorare sveglia alle ore 5, viaggio in pullman e via tutti i giorni andata e ritorno. Inizio a lavorare subito tra migliaia di pratiche incomplete, un archivio completamente in disordine. Insomma mi do da fare. Con sgomento, tutte le mattine mi tocca sentire le lamentele del grande capo….il quale ci ha messo circa due mesi per apprezzarmi!! I primi due mesi venivo discriminata perché non ero una di loro. Ho sofferto tanto, mi trattavano come una cameriera…ma era tanta la voglia di ottenere il “sogno di un posto fisso” che accettavo tutto. Poi alla fine li ho conquistati quasi tutti! Certo, come si fa a non apprezzare una donna che arriva sempre, ogni giorno, 15 minuti in anticipo, e va via sempre dopo? Notare che gli straordinari non erano previsti!
Poi l’amara sorpresa:
Il 30 luglio, un giorno prima della scadenza del contratto, ricevo una telefonata. “Il suo contratto non è stato confermato, tanti saluti”.
Che sgomento!!! Mi ero ammazzata di fatica. Avevo aiutato seriamente quell’ufficio. Risultato? Sono disocuppata e sono tornata al Nord da mia madre che deve anche mantenere me. Che tristezza. Non vedo futuro. Di tutti i curricula che ho inviato mi hanno contattato solo per lavori di telemarketing. Senza uno stipendio fisso: se vendi…guadagni. Che sgomento, che tristezza!!! Che devo fare? Sono una donna…senza futuro? Magari potrei vincere al lotto. Addirittura sto ancora aspettando i famosi ammortizzatori sociali, il patto di attivazione di euro 1300. Ma arriveranno mai? Esiste davvero questo tipo di aiuto? Nessuno sa nulla. Io ho spedito tutto nei tempi previsti, ma nessuno sa nulla. Per 1300 euro…disperazione. Spesso vorrei scappare. Per la disperazione mi sento persa.