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	<description>Il pane, le rose e molto di più</description>
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		<title>Ventiquattropercento</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 16:54:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nel 2009, le persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio (separati legalmente o di fatto, divorziati, coniugati dopo un divorzio) sono 3 milioni 115 mila, il 6,1% della popolazione di 15 anni e più. Lo dice l’Istat in un report sulle condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=314&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nel 2009, le persone che hanno sperimentato la rottura di un matrimonio (separati legalmente o di fatto, divorziati, coniugati dopo un divorzio) sono 3 milioni 115 mila, il 6,1% della popolazione di 15 anni e più.</em></p>
<p>Lo dice l’<strong>Istat</strong> in un report sulle condizioni di vita delle persone separate, divorziate e coniugate dopo un divorzio, uscito qualche settimana fa (lo potete leggere <a href="http://www.istat.it/it/archivio/47539">qui</a>).</p>
<p>In particolare, c’è un dato di genere che colpisce molto e che voglio sottolineare:</p>
<p><strong><em>dopo la separazione, a veder peggiorare la propria condizione economica sono soprattutto le donne (il 50,9% contro il 40,1%), chi al momento dello scioglimento non aveva un&#8217;occupazione a tempo pieno (54,7%) e chi aveva figli (52,9%).</em></strong></p>
<p>E ancora:</p>
<p><em><strong>la quota di separate, divorziate o riconiugate in famiglie a rischio di povertà è più alta (24%) rispetto a quella degli uomini nella stessa condizione (15,3%) e a quella delle donne in totale (19,2%).</strong> Le percentuali più elevate di donne a rischio di povertà si trovano tra le single (28,7%) e tra le madri sole (24,9%).</em></p>
<p>Ho scelto alcuni passaggi della ricerca e li propongo qui di seguito commentandoli soltanto con i grassetti, come è mia consuetudine quando mi mancano le parole oppure quando me ne vengono in mente troppe.</p>
<p><em>Marcate differenze di genere: più donne tra i genitori soli</em></p>
<p>Il tipo di famiglia in cui vivono evidenzia importanti differenze di genere . <strong>Le donne si trovano più spesso a svolgere il ruolo di genitore solo (35,8%, contro solo il 7,3% degli uomini)</strong>; gli uomini, invece, mostrano una maggiore propensione a formare una nuova unione coniugale o di fatto (sono in una famiglia ricostituita il 32% degli uomini, contro il 23,3% delle donne) o a vivere da soli (43% contro solo il 25,4% delle donne).</p>
<p><em>Peggiori condizioni economiche per le donne</em></p>
<p>Nel 2008, rispetto alla popolazione complessiva di 15 anni e più, i redditi equivalenti dei separati, divorziati e riconiugati mostrano quote più elevate in corrispondenza del primo e dell’ultimo quinto della distribuzione (rispettivamente il 21% e il 23,4%). Tale diseguaglianza, però, è imputabile principalmente alla composizione per genere di ciascun gruppo: <strong>le donne, infatti, nel 24,5% dei casi hanno redditi equivalenti compresi nel quinto più povero della distribuzione, mentre gli uomini si ritrovano più spesso in quello più ricco (il 29,3%).</strong></p>
<p><strong>Le donne vivono in famiglie con condizioni economiche meno agiate rispetto a quelle degli uomini, anche a parità di situazione familiare, eccezion fatta per chi vive in famiglie ricostituite</strong> (siano esse formalizzate tramite un nuovo matrimonio, o una convivenza di fatto). In questo caso, infatti, la percentuale di quanti si collocano nell’ultimo quinto della distribuzione dei redditi equivalenti è pressoché analoga (il 26,2% degli uomini e il 24,9% delle donne).</p>
<p>Le donne che vivono sole mostrano una situazione più eterogenea, trovandosi più frequentemente sia nel quinto più povero (23,1%), sia nei quinti più ricchi (23% e 21,8% rispettivamente nel quarto e ultimo quinto). Ben il 34,5% degli uomini che vivono da soli appartengono, invece, al quinto più ricco. <strong>Decisamente svantaggiata è la condizione economica delle madri sole (il 27% è nel quinto più povero) e delle donne che dopo la separazione o il divorzio vivono in altri tipi di famiglia (il 27,7% è nel quinto più povero). Gli uomini che vivono in altri tipi di famiglia, al contrario, mostrano avere una condizione economica più agiata (il 24,8% è nel quinto più ricco).</strong></p>
<p>Tra le donne che hanno sciolto l’unione coniugale, <strong>la percentuale di chi vive in famiglie a rischio di povertà (24%) è più alta rispetto al totale delle donne con almeno 15 anni (19,2%) e soprattutto rispetto alle coniugate (15,6%).</strong> Gli uomini separati, divorziati o riconiugati, invece, vivono in famiglie a rischio di povertà in misura (15,3%) pressoché analoga a quella della popolazione maschile con almeno 15 anni (15,8%). <strong>Le quote più elevate di donne a rischio di povertà si evidenziano tra le single (con un rischio di povertà pari al 28,7%) e tra le madri sole (24,9%).</strong></p>
<p><em>Gli indicatori di disagio economico confermano lo svantaggio delle donne</em></p>
<p>Se, accanto alla distribuzione dei redditi, si considerano anche gli indicatori di deprivazione non monetaria, pur confermandosi un quadro più svantaggiato per le donne, emerge che la quota di uomini separati, divorziati o riconiugati che vivono in famiglie con almeno tre sintomi di disagio economico (tra quelli previsti dall’indicatore sintetico definito dall’Eurostat) è pari al 17,5% ed è superiore sia a quella relativa al totale degli uomini con almeno 15 anni (14,9%), sia a quella che si calcola per i coniugati (12,7%). <strong>Lo svantaggio delle donne separate, divorziate o riconiugate rimane comunque marcato, con un valore dell’indicatore che raggiunge il 24,4%.</strong></p>
<p>In particolare, il 13,6% degli uomini che hanno sciolto un’unione vive in famiglie che sono in arretrato con il pagamento di bollette, mutuo, affitto o altri tipi di debito, mentre questa stessa condizione è condivisa dal 20% delle donne; <strong>il 7,3% non riesce a permettersi un pasto adeguato almeno ogni due giorni, contro il 10,4% delle donne; infine, l’11,2% non riesce a scaldare la casa adeguatamente, contro il 14,1%.</strong></p>
<p>Tra le donne, inoltre, è particolarmente alta la percentuale di coloro che vivono in famiglie che non riescono a sostenere una spesa imprevista di circa 750 euro (44,3%) o arrivano a fine mese con grande difficoltà (26% delle donne che hanno sciolto un’unione e 30,8% delle monogenitore), mentre per questi indicatori di deprivazione gli uomini mostrano livelli rispettivamente analoghi o migliori rispetto a quelli della popolazione con almeno 15 anni.</p>
<p><em>La situazione economica peggiora, soprattutto per le donne</em></p>
<p><strong>Al momento della separazione la maggior parte degli uomini sono occupati (83,1%), mentre le donne occupate sono il 61,4% (il 52,7% a tempo pieno, l’8,7% part-time)</strong>. Le donne non occupate sono per lo più casalinghe (22,7%), o in cerca di occupazione (11,5%, contro il 5,6% degli uomini).</p>
<p>Il 76,3% degli individui che hanno vissuto lo scioglimento di un’unione non cambia condizione occupazionale nei due anni successivi alla separazione. Tra coloro che, al contrario, modificano la propria posizione nel mercato del lavoro, si osserva più frequentemente la transizione da inattivo a occupato (9,4% degli individui), soprattutto per le <strong>donne (che rappresentano il 78,2% di coloro che iniziano a lavorare a seguito dello scioglimento dell’unione)</strong>. Tra gli altri tipi di transizione, si osserva che il 5,2% ha cambiato datore di lavoro, il 3,7% ha cercato lavoro ma non lo ha trovato, e il 2,9% ha smesso di lavorare.(…)</p>
<p><strong>A veder peggiorare le cose sono soprattutto le donne (il 50,9%, contro il 40,1% degli uomini) e coloro che al momento dello scioglimento non avevano un’occupazione a tempo pieno</strong> (condizione in cui si trova il 52,3% delle persone in cerca di occupazione, il 53,9% degli inattivi e il 61% degli occupati a tempo parziale); tra gli occupati a tempo pieno è più elevata la percentuale di individui che mantengono la stessa condizione economica (46,2%). (…)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/314/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/314/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=314&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Fattore D</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 16:52:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nell’aprile 2010 scrivevo il post  Non è un Paese per mamme, dove commentavo alcuni fatti di cronaca sul tema maternità utilizzando i dati dell’indagine multiscopo dell’Istat “Le difficoltà nella transizione dei giovani allo stato adulto e le criticità nei percorsi di vita femminili”. Ieri, mercoledì 28 dicembre, l’Istat ha pubblicato un report sulla conciliazione tra lavoro [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=302&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’aprile 2010 scrivevo il post  <a href="http://maracinque.wordpress.com/2010/04/16/non-e-un-paese-per-mamme/">Non è un Paese per mamme</a>, dove commentavo alcuni fatti di cronaca sul tema maternità utilizzando i dati dell’indagine multiscopo dell’Istat “Le difficoltà nella transizione dei giovani allo stato adulto e le criticità nei percorsi di vita femminili”.</p>
<p>Ieri, mercoledì 28 dicembre, l’<a href="http://www.istat.it"><strong>Istat</strong> </a>ha pubblicato un <strong>report sulla conciliazione tra lavoro e famiglia nel 2010</strong>.</p>
<p>La notizia è che il <strong>37% delle donne lascia l’impiego dopo la nascita del primo figlio</strong> (<em>Repubblica ha pubblicato la <a href="http://www.repubblica.it/economia/2011/12/28/news/istat_37_madri_interrompe_lavoro-27306395/?ref=HREC1-5">notizia</a> in homepage, ma bisognava andarsela proprio a cercare; il Corriere l’ha affidata alle pagine del blog femminile la <a href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/la-conciliazione-fotografata-dallistat/">27ora</a>)</em>.</p>
<p>Della ricerca (la trovate <a href="http://www.istat.it/it/archivio/48912">qui</a>) voglio segnalare alcuni passaggi commentandoli, come mio solito, con l’uso dei grassetti. Leggendola, però, mi sono tornate in mente alcune considerazioni che <strong>Maurizio Ferrera</strong> ha fatto nel suo libro <strong><em>Fattore D</em></strong>, uscito nel 2008, ma ancora molto attuale, e che propongo a conclusione del post.</p>
<p><em>Le responsabilità di cura limitano la partecipazione delle donne al lavoro</em></p>
<p><strong>In Italia la condizione di madre si associa a una minore presenza femminile sul mercato del lavoro: tra le 25-54enni madri di bambini/ragazzi coabitanti con meno di 15 anni, le donne attive nel mercato del lavoro sono il 60,6% e quelle occupate il 55,5%</strong>, valori significativamente inferiori a<strong> </strong>quelli delle altre donne di questa stessa fascia di età. Diversamente accade per gli<strong></strong> uomini che in presenza di un figlio manifestano, al contrario, un maggior coinvolgimento nel mercato del lavoro (il 90,6% dei padri è occupato, contro il 79,8% degli altri), a conferma del tradizionale ruolo maschile di fornitore del reddito principale della famiglia.</p>
<p><strong>Si osserva, inoltre, una marcata relazione inversa tra partecipazione femminile al mercato del lavoro e numero di figli con meno di 15 anni</strong>. La percentuale di occupate è pari al 58,5% per le donne con un figlio, scende al 54% per le donne con due figli e cala ulteriormente fino al 33,3% per le madri con tre o più figli. Non meno importante risulta l’associazione tra numero di figli e inattività: <strong>sono inattive il 36% delle donne con un figlio, il 41,5% di quelle con due figli e il 62,0% delle donne con tre figli o più</strong>.<strong></strong></p>
<p>Nel Mezzogiorno, dove già la partecipazione femminile al mercato del lavoro è molto contenuta, le responsabilità di cura dei figli hanno un effetto maggiore sull’occupazione femminile rispetto al Centro-Nord: <strong>è occupato il 34,6% delle madri che vivono al Sud o nelle Isole, contro un valore quasi doppio (68,8%) rilevato per quelle che risiedono nel Settentrione</strong>. (…) Il desiderio di lavorare è più diffuso tra le madri inattive con figli in età prescolare (36,5%) e tra quelle con figli che frequentano la scuola elementare (29,6%).</p>
<p><em>Indisponibilità e costi elevati delle strutture tra i problemi più lamentati</em></p>
<p>Per il 6,3% degli uomini non occupati che hanno una qualche responsabilità di cura e l’11,6% delle donne nelle stesse condizioni l’impossibilità di lavorare deriva dalla indisponibilità di servizi sul territorio. Tale indisponibilità viene riferita più spesso come causa dell’impossibilità di lavorare da parte delle madri (14%) e da chi si occupa di adulti e anziani (15,5%) piuttosto che dalle donne che si prendono cura di bambini che non sono i figli coabitanti (7,3%). (…)<strong> Come per le madri occupate, anche per quelle che non lavorano, l’inadeguatezza dei servizi per la cura dei bambini è dovuta soprattutto al costo troppo elevato delle strutture e alla loro assenza sul territorio.</strong> In complesso, <strong>693 mila donne (il 3,5% del totale della popolazione femminile tra 15 e 64 anni) potrebbero cambiare la propria posizione rispetto al mercato del lavoro se avessero servizi adeguati.</strong></p>
<p><em>Quattro donne su 10 interrompono il lavoro per prendersi cura dei figli</em></p>
<p>La nascita di un figlio comporta profondi stravolgimenti nell’organizzazione della vita familiare e lavorativa dei genitori. <strong>Sono 702 mila le madri occupate che hanno dichiarato di aver interrotto temporaneamente dopo la nascita del figlio più piccolo l’attività lavorativa per almeno un mese (il 37,5% delle occupate che hanno figli con meno di 8 anni)</strong>. L’assenza temporanea dal lavoro<strong> </strong>riguarda, invece, solo una parte marginale di padri, cioè l’1,8% degli occupati con figli con meno di<strong> </strong>otto anni.<strong></strong> Nel Centro-Nord ha interrotto temporaneamente l’attività lavorativa il 40% delle madri lavoratrici, contro il 27,4% di quelle residenti nell’Italia meridionale e insulare.</p>
<p><em>Il congedo parentale: uno strumento fruito ancora prevalentemente dalle madri</em></p>
<p>Tra i genitori di bambini di età inferiore a otto anni, che nel secondo trimestre del 2010 risultano avere un’occupazione, <strong>205 mila padri e 847 mila madri hanno dichiarato di aver usufruito almeno una volta nel corso della vita del congedo parentale per prendersi cura del figlio più piccolo</strong>. Si<strong> </strong>tratta di una fruizione prevalentemente femminile: ne ha goduto, infatti, circa una donna ogni due<strong> </strong>(45,3%), e solamente il 6,9% degli uomini (Figura 12). Nonostante la normativa punti a favorire la<strong> </strong>fruizione dell’astensione facoltativa per maternità/paternità da parte dei padri, questa risulta<strong> </strong>confinata soprattutto ai dipendenti della Pubblica Amministrazione, tra i quali circa uno ogni due<strong> </strong>dichiara di averne fruito.<strong> A livello territoriale risulta un più diffuso utilizzo del congedo parentale tra le occupate residenti nell’Italia centro-settentrionale</strong> (il 48,5% nel Nord e il 46,5% nel Centro, contro il 35,4% nel<strong> </strong>Mezzogiorno).</p>
<p>Nel suo libro<strong> Maurizio Ferrera</strong>, docente dell&#8217;Università di Milano, individua tre fattori che impediscono la crescita del nostro Paese:</p>
<p><em><strong>Troppe donne a casa, troppe culle vuote, troppi bambini poveri</strong>: questo il circolo vizioso, che impedisce all&#8217;Italia di tornare a crescere, a crescere bene. Come invertire la rotta? (&#8230;) Possiamo farcela anche noi, ma solo a patto di cambiare mentalità e procedere ad una incisiva ricalibratura del nostro welfare state e più in generale del nostro modello sociale.</em></p>
<p>Ci sono due passaggi sulla <em>womenomics </em>che mi sono molto piaciuti e che certi politici dovrebbero imparare a memoria, anzi dovremmo leggerglieli come se fossero un mantra:</p>
<p><em>Se una donna entra nel mercato occupazionale ufficiale, il suo lavoro entra nel PIL. (&#8230;) Il primo, elementare nesso fra donne e crescita è proprio questo: una maggiore partecipazione femminile al mercato del lavoro significa più occupati e dunque più PIL.</em></p>
<p>E poi ancora:</p>
<p><em>L&#8217;occupazione delle donne crea altra occupazione. Sembra un trucco, ma è così. (&#8230;) <strong>Secondo alcune stime, per ogni 100 donne che entrano nel mercato del lavoro si possono creare fino a 15 posti aggiuntivi nel settore dei servizi.</strong></em></p>
<p>Facile, no?</p>
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		<title>#2eurox10leggi, a Natale puoi</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 13:28:29 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L&#8217;11 novembre il blogging day (qui potete leggere i risultati e questo il mio post scritto per l&#8217;occasione), da qualche giorno la campagna per Natale. In mezzo l&#8217;evento che porterà questa scommessa nata, lo scorso 4 ottobre, su Twitter ad uscire dalla rete: sabato 17 dicembre, dalle ore 9.30, al Teatro Verga di Milano un incontro pubblico, un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=296&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/12/2eurox10leggi-natale.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-297" title="_2eurox10leggi - NATALE" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/12/2eurox10leggi-natale.jpg?w=300&#038;h=150" alt="" width="300" height="150" /></a>L&#8217;11 novembre il <strong>blogging day</strong> (<a href="http://2eurox10leggi.blogspot.com/2011/11/blogging-day-i-risultati.html">qui</a> potete leggere i risultati e questo il mio <a href="http://articolo37.wordpress.com/2011/11/11/2eurox10leggi/">post</a> scritto per l&#8217;occasione), da qualche giorno la<strong> campagna per Natale</strong>. In mezzo l&#8217;evento che porterà questa scommessa nata, lo scorso 4 ottobre, su Twitter ad uscire dalla rete: <strong>sabato 17 dicembre, dalle ore 9.30, al Teatro Verga di Milano </strong>un incontro pubblico, un momento reale di condivisione e confronto sulle dieci leggi chieste dalle donne per le donne (e gli uomini).</p>
<p><strong>#2europer10leggi</strong> consiste nell&#8217;acquistare una pagina di un quotidiano nazionale ove pubblicare le dieci richieste di legge che le donne italiane giudicano indifferibili e che vogliono sottoporre all’attenzione della politica.</p>
<p>Ad oggi sono state prenotate <strong>1750 quote</strong> (ne servono ancora 10.750). A Natale puoi&#8230;</p>
<p><em>Nota a margine</em></p>
<p><em>Delle 10 leggi a me stanno molto a cuore quelle dedicate al lavoro delle donne, come dimostra questo blog. Ne abbiamo bisogno, oggi più che mai. A pagare la crisi sono, soprattutto, le donne. Oggi è anche una giornata particolare: <strong>il 2 dicembre di 40 anni fa veniva approvata la legge 1044, quella istituiva degli asili nido in Italia</strong>. Voglio ricordarlo perché gli asili nido sono non solo un momento formativo importante per i nostri bambini, ma anche un tassello di quel welfare a sostegno delle famiglie senza il quale molte di noi farebbero una fatica enorme a conciliare i tempi del lavoro e quelli della propria vita.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/296/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/296/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=296&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">_2eurox10leggi - NATALE</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>#2eurox10leggi: la storia di Alice</title>
		<link>http://articolo37.wordpress.com/2011/11/11/2eurox10leggi/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 10:25:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[A proposito di...]]></category>
		<category><![CDATA[Storie di tutti i giorni]]></category>
		<category><![CDATA[#2eurox10leggi]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo37 aderisce al blogging day di #2eurox10leggi, l&#8217;iniziativa nata sul web per dare voce a 10 proposte di legge che le donne chiedono alla politica. Questo è il mio piccolo contributo. Quando Alice (nome di fantasia) mi ha raccontato la sua storia, ho pensato che poteva succedere anche a me. Conosco Alice dai tempi della [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=289&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo37</strong> aderisce al blogging day di <strong>#<a href="http://2eurox10leggi.blogspot.com/">2eurox10leggi</a></strong>, l&#8217;iniziativa nata sul web per dare voce a 10 proposte di legge che le donne chiedono alla politica.</p>
<p>Questo è il mio piccolo contributo.</p>
<p><em>Quando Alice (nome di fantasia) mi ha raccontato la sua storia, ho pensato che poteva succedere anche a me.</em></p>
<p><em>Conosco Alice dai tempi della scuola media. Stesso banco per tre anni, poi alle superiori le nostre strade si sono divise. Lei ha scelto una scuola tecnica che le potesse assicurare già da dopo il diploma un posto di lavoro, io il liceo già sapendo di voler fare l&#8217;università in un&#8217;altra città.</em></p>
<p><em>Ci siamo perse di vista per lungo tempo, ma sapevo comunque dei suoi studi e del suo lavoro. Fino a quando ci siamo incontrate di nuovo: io già mamma, lei sul punto di sposarsi e con l&#8217;idea di avere presto un bambino.</em></p>
<p><em>Mi ha chiesto del lavoro, di come facevo a fare tutto. Insomma, le solite cose.</em></p>
<p><em>Poi le ho chiesto di parlarmi del suo lavoro. Ero curiosa di sapere da lei, che lavorava da quasi quindici anni, come stava andando.</em></p>
<p><em>Alice mi ha detto che, pur lavorando a tempo pieno e ormai da tempo sempre nello stesso ufficio, ha dovuto aprire una partita Iva. In questo modo risulta essere una consulente di quello studio.</em></p>
<p><em>Succede, però, che Alice rimanga incinta. Succede che Alice continui a lavorare fino a qualche giorno prima del parto, perché lei una consulente di quello studio, quindi non le spetta il congedo maternità.</em></p>
<p><em>Alice mi racconta che va tutto bene, che è contenta, poi un giorno vengo a sapere che è diventata mamma.</em></p>
<p><em>In uno dei miei viaggi, decido di andarla a trovare, ma quando le telefono mi dice che dobbiamo combinare l&#8217;incontro in base ai suoi impegni di lavoro.</em></p>
<p><em>Sul momento non capisco, anzi faccio finta di non capire, poi quando ci vediamo la situazione mi è più chiara.</em></p>
<p><em>Alice, pur essendo da poco mamma, deve comunque garantire una certa presenza in ufficio così si è organizzata con il marito e la mamma per poter andare qualche ora al lavoro. Del resto lei è una consulente.</em></p>
<p><em>Non la faccio lunga perché la storia di Alice è uguale a molte altre che leggiamo sui giornali, che le amiche delle amiche ci raccontano, che ho scritto in questo blog. </em></p>
<p><em></em><em>La cosa assurda è che Alice è una consulente del lavoro, quindi conosce bene i suoi diritti, così come il suo datore di lavoro che, magari, li suggerisce a qualche sua cliente, ma non ad una sua dipendente.</em></p>
<p><em>Forse non sarà e non basterà una legge a cambiare questa storia, però almeno proviamoci. Se non ora, quando?</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/289/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/289/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=289&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Le nuove professioni delle donne&#8230;dicono di noi</title>
		<link>http://articolo37.wordpress.com/2011/10/31/le-nuove-professioni-delle-donne-dicono-di-noi/</link>
		<comments>http://articolo37.wordpress.com/2011/10/31/le-nuove-professioni-delle-donne-dicono-di-noi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 16:49:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo37]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Pensanti]]></category>
		<category><![CDATA[Ggd Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[L'Informazione di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Silvia Storelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Una giornata intensa, ma piena di soddisfazioni. Non lo scrivo per far piacere a qualcuno, ma è stato davvero così. Saperi, testimonianze, buone pratiche e progetti di donne che con la Rete e grazie alle nuove tecnologie si sono (re)inventate una professione. Sono stati questi gli ingredienti che, sabato 15 ottobre, hanno fatto de “Le [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=285&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-244" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a></p>
<p>Una giornata intensa, ma piena di soddisfazioni. Non lo scrivo per far piacere a qualcuno, ma è stato davvero così.</p>
<p>Saperi, testimonianze, buone pratiche e progetti di donne che con la Rete e grazie alle nuove tecnologie si sono (re)inventate una professione.</p>
<p>Sono stati questi gli ingredienti che, sabato 15 ottobre, hanno fatto de “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>”, l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net/">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it/">Provincia di Bologna</a> alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è <strong>#NPDonne</strong>), un momento di condivisione intenso ed entusiasmante.</p>
<p>Ne hanno parlato molte delle protagoniste della giornata sui loro blog e se ne è parlato anche in rete, come dimostra questa piccola rassegna stampa web:</p>
<p><a href="http://bologna.repubblica.it/cronaca/2011/10/14/news/la_second_life_delle_donne_come_reinventarsi_in_rete-23241963/">La Repubblica Bologna</a></p>
<p><a href="http://www.dols.it/?p=784">Dols</a></p>
<p><a href="http://www.atipici.net/wcm/atipici/news/2011/ottobre/13_professioni_donne.asp">Atipici</a></p>
<p><a href="http://www.snapbologna.com/index.php?option=com_sngevents&amp;id[0]=330204&amp;lang=en&amp;lang=it">SnapBologna</a></p>
<p><a href="http://www.scoop.it/t/i-femmes-l-altra-meta-dell-ict/p/518441602/evento-le-nuove-professioni-delle-donne-bologna-15-ottobre-2011">Scoop</a></p>
<p><a href="http://eblog.emilbanca.it/?p=3014">EmilBanca</a></p>
<p><a href="http://www.ilclubdellemamme.com/dal-web-per-le-mamme/le-nuove-professioni-delle-donne/"> Il club delle mamme</a></p>
<p>Lo ha fatto per immagini, come solo lei sa fare, <strong>Silvia Storelli</strong> con questo video</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://articolo37.wordpress.com/2011/10/31/le-nuove-professioni-delle-donne-dicono-di-noi/"><img src="http://img.youtube.com/vi/3rYTjQgaYAs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>&nbsp;</p>
<p>Di sicuro insieme a <strong>GGDBologna</strong> ed a Francesca Sanzo per <strong>Donne Pensanti</strong> continueremo a parlare di #NPDonne anche sul <a href="http://www.linformazione.com/blog/npd">blog</a> ospitato dal quotidiano L&#8217;Informazione di Bologna.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/285/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/285/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=285&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		</media:content>

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		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Iperbole, una Rete per la città</title>
		<link>http://articolo37.wordpress.com/2011/10/15/iperbole-una-rete-per-la-citta/</link>
		<comments>http://articolo37.wordpress.com/2011/10/15/iperbole-una-rete-per-la-citta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 15 Oct 2011 04:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo37]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Pensanti]]></category>
		<category><![CDATA[Ggd Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Leda Guidi]]></category>
		<category><![CDATA[Rete civica Iperbole]]></category>

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		<description><![CDATA[A Bologna dire Iperbole o parlare di web al femminile è come dire Leda Guidi. Leda è la “mamma digitale”  per molte della nostra generazione che hanno iniziato a lavorare a Bologna col e/o nel web già da diversi anni. Leda apre gli speech de “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=274&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-244" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a>A Bologna dire Iperbole o parlare di web al femminile è come dire <strong>Leda Guidi</strong>.<br />
Leda è la “mamma digitale”  per molte della nostra generazione che hanno iniziato a lavorare a Bologna col e/o nel web già da diversi anni.<br />
Leda apre gli speech de “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>”, l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net/">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it/">Provincia di Bologna</a> in programma oggi <strong></strong> alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è <strong>#NPDonne</strong>).</p>
<p>La ringrazio per questa bella intervista e per tutto quello che mi ha insegnato in questi anni.</p>
<p dir="ltr"><em>Il tuo percorso professionale non nasce nell’ambito delle nuove tecnologie. Ci racconti la tua esperienza?</em></p>
<p dir="ltr">Il mio percorso professionale “non flessibile” – prima solo una entusiasmante esperienza alla neonata Galleria d’Arte Moderna dove ho imparato moltissimo sulla educazione/sensibilità al contemporaneo e sull’attenzione ai linguaggi &#8211; è cominciato come operatrice culturale/bibliotecaria “del territorio”. Una categoria interpretativa, quella del territorio, tornata vitale con la rete e con il concetto di glocal, a contaminare mondo e città/paese. Una attività sul campo, sulla prima linea della innovazione sociale, in un centro culturale polivalente della “bassa bolognese”. E’ stata una vera e propria immersione nella conoscenza, nell’uso e nella divulgazione di strumenti, supporti, canali, mezzi per la comunicazione. Conoscenza prodotta non solo dal centro (la città) verso la periferia (i Comuni della provincia) ma anche dalla creatività locale, dalla dimensione metropolitana.</p>
<p dir="ltr">Le tecnologie informatiche erano utilizzate prevalentemente per la gestione automatica del patrimonio librario e informativo e non si erano ancora incontrate/ibridate con altri media e &#8211; soprattutto &#8211; con internet. La mia esperienza è continuata nella comunicazione istituzionale, all’ufficio stampa della Provincia di Bologna e successivamente del Comune di Bologna, dove mi sono occupata di informazione verso i cittadini, i media, di attività giornalistica e anche di collaborazione diretta con l’allora Sindaco, Renzo Imbeni. Era l’inizio degli anni ’90, quando si cominciava a parlare di informazione come diritto di cittadinanza, a sperimentare pratiche di trasparenza, accesso, dialogo e ascolto. Parole chiave nel processo di rinnovamento della pubblica amministrazione. L’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico di Piazza Maggiore come struttura dedicata alla comunicazione bidirezionale è di quegli anni.</p>
<p dir="ltr">In quel contesto aperto al nuovo si è manifestato un nuovo ambito di interazione, un nuovo universo dei possibili: internet. Quindi il mio incontro con le tecnologie &#8211; o meglio, con la rete &#8211; è avvenuto davvero molto tempo fa, nel 1993/4 e, devo dire, in modo abbastanza naturale, anche se potrebbe sembrare una contraddizione riferendoci a tempi in cui una formazione umanistica come la mia non era davvero il viatico professionale più adatto e accettato in un settore gestito da tecnici e informatici, prevalentemente, come si sa, uomini. Forse questo incontro è stato quasi naturale &#8211; certamente non traumatico! &#8211;  perché (ma è un’ipotesi a posteriori) culturalmente preparato e reso più facile dalla frequentazione dei media “classici” (dai video al cinema, dalla fotografia ai libri) e dalla curiosità per le tecnologie “riproduttive” dei mondi artificiali (?) da queste generati maturate fin dagli anni ’70.</p>
<p dir="ltr">Credo che la dimensione progettuale ed evolutiva della rete  - allora ancora 1.0! &#8211;  come paradigma concettuale e come modello relazionale, e la confusa percezione da parte mia di una porta aperta su di un mondo nuovo mi abbiano spinto a superare anche l’oggettivo “lack of skills”, il mio personale digital divide ante litteram e a cominciare, con gli altri stimolanti compagni di strada,  l’avventura della rete civica. I primi indirizzi di posta elettronica del Comune di Bologna sono stati quelli dello staff Iperbole, nel settore Comunicazione.</p>
<p dir="ltr"><em>Iperbole è la rete civica del Comune di Bologna. Esistono statistiche di genere sugli iperboliani?</em></p>
<p dir="ltr">Vengono rilevate le percentuali di iscrizione alla rete civica dalla sua nascita: la proporzione degli utenti è ancora all’incirca di 70 a 30 “a favore” dell’utenza maschile, ma sono statistiche da coniugare con quelle relative alle connessioni mobili sicuramente diverse ma non ancora rilevate, per ragioni tecnico-organizzative, e per ovviare alle quali ci stiamo attrezzando. Da quando abbiamo lanciato la rete gratuita “senza fili” – <a href="www.comune.bologna.it/wireless">Iperbole Wireless</a> – i collegamenti non sono più riservati solo ai residenti, gli Iperboliani, e agli enti e organismi pubblici e no profit del territorio, ma sono distribuiti anche agli studenti e al personale dell’Ateneo. Questi sono visti dal Comune come cittadini a tutti gli effetti per il periodo che studiano, abitano, frequentano Bologna.</p>
<p dir="ltr">E’ fondato pensare che il rapporto percentuale sia diverso – più “femminile” &#8211; anche perché la fruizione della rete attraverso i device personali mobili (laptop, tablet, smartphone…) è in aumento esponenziale e moltiplica le occasioni di collegamento. Quanto poi all’utilizzo delle postazioni pubbliche free allo sportello Iperbole presso l’Ufficio per le Relazioni con il Pubblico di Piazza Maggiore, da molti anni ormai, la percentuale degli utilizzatori/trici è quasi equamente suddivisa tra i generi. Probabilmente la felice localizzazione e la facile accessibilità delle postazioni – unite alla disponibilità di altri servizi di front office per la comunità – sono fattori che hanno contribuito a questo risultato. Altro dato riguardo a Iperbole, credo interessante da evidenziare e che potrebbe essere spunto per una riflessione “di genere”, è che le persone che lavorano e che hanno lavorato in questi anni alla rete civica e al suo sito/portale web sono state e sono in grande numero donne, ragazze.</p>
<p dir="ltr">Dipendenti comunali e collaboratrici esterne, figure con competenze diverse, provenienti da esperienze varie e generalmente non con una formazione specifica tecnico-informatica. Allo sportello Iperbole e al back office, progettuale e redazionale, si è da sempre registrata una prevalenza di personale femminile: i risultati attuali sono stati ottenuti grazie all’impegno, alla caparbietà e all’investimento, anche emotivo, di donne e ragazze con capacità di mescolare competenze comunicative e umanistiche con abilità tecniche. Certo analisi “di genere” più approfondite, anche qualitative, ci piacerebbe farle (risorse permettendo!) magari anche con il supporto tecnico e conoscitivo di Università e di associazioni/organismi che si occupano specificamente di tematiche di genere.</p>
<p dir="ltr"><em>In che modo Iperbole si è inserita – nel corso degli anni – nel tessuto di genere della città? Avete collaborato con associazioni e/o altri su progetti di genere?</em></p>
<p dir="ltr">La collaborazione con l’Associazione Orlando e il Server Donne, oltre che una adesione culturale/professionale personale, è “storica”: siamo nati come servizi alla città quasi contemporaneamente, con obiettivi diversi per specificità, ma sinergici e dialoganti. Grande consonanza con le amiche e colleghe &#8211; compagne di strada &#8211; sui temi dei diritti, delle pari opportunità di accesso alla rete, del rispetto e della valorizzazione delle differenze di usi, bisogni, linguaggi e universi simbolici, modi di abitare/utilizzare la rete e le tecnologie.</p>
<p dir="ltr">Sono molte poi le donne, all’interno di reti sociali, pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca, ecc., che lavorano soprattutto sulla relazione, sulle comunità, sul fare rete a tutti i livelli. Abbiamo collaborato con il PROGETTO DONNA &#8211;  Centro Studi per la Ricerca e Sviluppo delle Pari Opportunità, anche nell’ambito di un Progetto Europeo dedicato all’uso della rete da parte delle persone anziane, in particolare le donne. E, comunque,la rete civica è stata sempre aperta alle sollecitazioni delle organizzazioni che si sono proposte come interlocutrici, partner, portatrici di idee e progetti da condividere. Voglio ricordare un progetto particolarmente significativo, credo, per la sua innovatività promosso qualche anno fa dalla Regione Emilia-Romagna, nell’ambito del Piano Telematico, riguardante un’analisi dal punto di vista di “genere” dei contenuti (informazioni, servizi, ecc.) – semantica, architetturale, comunicativa &#8211;  dei portali delle amministrazioni pubbliche regionali. Il lavoro è stato svolto sul campo dall’Associazione Orlando in collaborazione con noi di Iperbole e con la responsabile del portale web del Comune di Ferrara che ci siamo offerte come cavie per un carotaggio sui rispettivi web istituzionali. I risultati complessivi dell’indagine sono stati per certi versi inattesi e meritevoli di una riflessione: in particolare sotto il profilo della correttezza di genere, sulle modalità di progettazione e di sviluppo di un sito pubblico che deve tenere conto delle diversità di aspettative, bisogni, usi… Ne sono nate delle Linee Guida per la progettazione dei siti web pubblici che meritano di essere conosciute e applicate. Un suggerimento di lettura per tutte noi!</p>
<p dir="ltr">E poi c’è stato l’incontro, ultimo in ordine di tempo ma per me davvero stimolante, con le Girl Geek Dinner di Bologna, ragazze che hanno incontrato le tecnologie molto giovani, una generazione diversa dalla mia, e che hanno con essa una relazione molto più spontanea, integrata nella quotidianità in modo naturale, fluido. Mi piace la loro voglia e capacità di mobilitarsi per l’inclusione digitale, per la diffusione di una conoscenza della rete in grado di declinarsi sui bisogni e i desideri delle donne, per fugare la “paura della rete” e contrastare chi la genera per limitare diritti, parità, libertà individuali e collettive.</p>
<p dir="ltr"><em>L’iniziativa di oggi è occasione per parlare insieme ad altre donne, esperte e professioniste del settore, sulle opportunità che le tecnologie ci offrono in termini di  lavoro, relazioni, nuove professioni, discriminazione di genere, supporto e amicizie. Che cosa è cambiato da quando hai iniziato a muovere i primi passi nelle nuove tecnologie?</em></p>
<p dir="ltr">In questi anni di evoluzione della rete civica e di costruzione di rapporti con colleghe/i a livello nazionale e internazionale, come responsabile di Iperbole ho incontrato molte donne che facevano e fanno lavori simili al mio e con le quali si sono consolidati rapporti, non solo professionali ma anche elettivi, amicali, a livello “globale”. I cambiamenti in sedici, diciassette anni sono stati profondi a tutti i livelli, negli usi che si sono differenziati per i supporti a disposizione (non solo personal computer ma device mobili, tv digitale…) e per i contesti in cui vengono agiti (non più solo casa/lavoro/scuola); ma soprattutto, come ho detto, i cambiamenti, veicolati dalle pratiche, sono stati nell’immaginario comune e nel simbolico della relazione tra donne e tecnologie.</p>
<p dir="ltr">Si può dire che un altro “genere” di tecnologia si sta facendo strada attraverso percorsi professionali e di vita, magari non lineari ma sempre più sicuri. Certo non bisogna nascondersi che il gender divide e il dominio maschile nella produzione di senso in rete sono ostacoli oggettivi al libero dispiegarsi del “femminile” in internet (ormai l’ubi consistam prevalente delle tecnologie in generale). Ma gli spazi, anche quelli virtuali, vanno popolati con le nostre parole e le nostre narrazioni, così – anche se sempre troppo lentamente – si cambiano e si riequilibrano i rapporti di potere. E poi non va dimenticato, dal punto di vista socio-economico, che nuove e vecchie marginalizzazioni sono spesso una ulteriore aggravante dei divide digitali…</p>
<p dir="ltr"><em>Il tuo è anche un punto di vista privilegiato. Spesso si parla della pubblica amministrazione come di un ambiente poco 2.0. Come pensi, invece, che stia cambiando il rapporto? La Pa può agire da facilitatore?</em></p>
<p dir="ltr">La pubblica amministrazione ha un ruolo fondamentale nel contrasto dei gender divide, di tutti i divide, sempre più di competenze e conoscenze non puramente tecniche, ma più culturali in senso lato. Politiche e azioni di alfabetizzazione, formazione, di empowerment professionale, di promozione di spazi di incontro, dialogo, scambio &#8211; fisici e virtuali &#8211; coniugate con la facilitazione all’accesso in banda larga, anche wireless sono necessarie per l’innovazione, non sono un’opzione: difficile tutto ciò da realizzare in tempi di crisi e di budget da tagliare in modo drastico.</p>
<p dir="ltr">L’approccio 2.0 poi non è semplice da promuovere nella PA, per natura complessa, verticale e poco interattiva. Anche se il Comune è da sempre impegnato sui temi dell&#8217;accesso alla rete, dell&#8217;e-inclusion, del wireless pubblico e dei nuovi diritti digitali. In particolare open government, trasparenza e open data quali piattaforme per lo sviluppo dell&#8217;innovazione e strumento di governance della e nella comunità sono i temi che stanno alla base del disegno di Bologna futura come smart city, social e aperta al contributo creativo dei cittadini.</p>
<p dir="ltr">La definizione della “città intelligente” sarà parte fondamentale dell&#8217;AGENDA DIGITALE PER BOLOGNA; gli cui obiettivi saranno individuati secondo una metodologia multistakeholder, declinata in rete e sul territorio. Iperbole 2020, la rete civica di domani, diventa un ecosistema sociale e comunitario che farà del crowsourcing e dei contenuti generati dagli utenti un perno delle politiche pubbliche della nuova Amministrazione.</p>
</div>
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		<title>Giulia, tra la cultura (excentrica) e il web</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:59:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-238" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a></p>
<div>“<strong><em>Dalla laurea in Lettere al Digital Marketing</em></strong>” è il titolo dello speech che <strong>Giulia Simi</strong>, o <a href="http://www.excentrica.it/">Excentrica</a> per quelli che seguono il suo blog, terrà a “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>”, l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it">Provincia di Bologna </a>in programma domani, sabato 15 ottobre, alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è <strong>#NPDonne</strong>).</div>
<p>In attesa di conoscerla e ascoltarla, ringrazio Giulia per collaborazione e vi ricordo che potete seguire lo streaming dell&#8217;evento collegandovi <a href="http://livestre.am/sIzy">qui</a>.</p>
<div><em>Il tuo blog si chiama excentrica e ti occupi di cultura e comunicazione. Nel nostro Paese la cultura è considerata un “di più” e che &#8211; parole di un Ministro &#8211; “con la cultura non si mangia”. In che modo il web può aiutare a fare cultura e marketing?</em><br />
Sì, la cultura è considerata un lusso, un privilegio, un bene non necessario ormai da molti paesi. L&#8217;Italia, forse più di altri, in questo momento presenta un mix letale: la cultura è erogata in gran parte dal sistema pubblico e il sistema pubblico, nella sua totalità, versa in terribile crisi. Come uscirne? Credo che prima di ogni altra cosa si debba tornare a considerare la cultura come una necessità, tanto quanto il cibo. Riusciremmo a vivere con la pancia piena in una stanza senza ossigeno? Difficile, più probabilmente moriremmo soffocate. Ecco, la cultura credo sia questo: aria.</div>
<div>Aria per far circolare le idee, i sogni, i desideri, i progetti. Aria dove sviluppare le lotte per la giustizia sociale, per esempio, così come per la libertà femminile, entrambe sotto scacco in questi tempi così scivolosi. Nessuna libertà sarà mai possibile senza una cultura alle spalle. Per fare un esempio banale: quando sento parlare una donna come Terry De Nicolò (penso che tutti/e sappiano chi è) rabbrividisco proprio perché mi rendo conto dalle sue parole che non sembra avvertire la miseria della sua condizione, la prigione in cui si trova. Mi piace pensare che non sarebbe così se avesse incontrato e compreso gli scritti di Virginia Woolf o di Christa Wolf, i collage di Hannah Hoch o i dipinti di Frida Kahlo, i film di Maya Deren o di Sofia Coppola. Se avessi il suo indirizzo forse le spedirei “Una stanza tutta per sé”, tanto per cominciare dalle basi.</div>
<div>Basterà il web per far sì che donne come Terry de Nicolò possano trovare una via di liberazione? Non lo so, però credo che il web aiuti per vari motivi. Aiuta perché ha bassi costi e ha la capacità di raggiungere un gran numero di persone senza limiti (o quasi) di tempo e di spazio. Aiuta sicuramente perché prevede, in modo maggiore rispetto ai media tradizionali, un&#8217;interazione, una partecipazione, uno scambio. E aiuta infine perché, essendo “l’ultimo medium”, è forse quello più aderente alla società contemporanea. Detto questo, io non sono una tecnofila e so che le cose non sono così semplici e così lineari, ma non credo sia questa la sede per approfondire i lati oscuri dell’online. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Mi racconti chi eri prima del tuo blog (se questo è stato uno spartiacque da un punto di vista professionale)?</em><br />
Dunque, devo dire che il blog non è stato per me uno spartiacque. Tutt’altro. Il blog è per me come un cappello, che mi ripara la testa dal freddo o dal sole accecante ma cambia ad ogni stagione, assieme alle mie inclinazioni, alle mie scelte più o meno obbligate, alle mie passioni. Ho aperto il blog nel 2007. Ai tempi stavo a Milano, lavoravo come web producer in MTV e a dir la verità non ero molto contenta, nonostante con il senno del poi sia consapevole dell’alto livello formativo di quell’esperienza. Ero smarrita.</div>
<div>Il passaggio dagli studi alla vita lavorativa può essere piuttosto traumatico ai tempi del tardo capitalismo. Mi sentivo braccata da una sensazione di alienazione e avevo bisogno di uno spazio per me, una stanzina virtuale dove scrivere quello che realmente mi appassionava e renderlo leggibile agli altri. Non aveva alcuno scopo professionale. Scrivevo recensioni dei libri che leggevo o dei film che vedevo&#8230; Era molto ingenuo. Chissà, forse alcuni post sono ancora raggiungibili dall’archivio. Nel tempo è mutato, ha cambiato forma e contenuti e adesso rispecchia la mia negoziazione costante tra il fare cultura e il renderla accessibile. Rispecchia la mia vita, fatta di un dottorato in arti visive e di consulenze sulla comunicazione online. Data la fluidità di questi tempi, se domani cambierò mestiere, tutto è possibile, forse cambierò anche i contenuti del blog. Scrivo quello che vivo. Altro non saprei fare.</p>
<p><em>In questi anni da blogger e/o da digital marketing c&#8217;è un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?</em><br />
A dire il vero molti. Ne scelgo uno, che non è un evento ma, se così possiamo dire, un fenomeno, ovvero quello della presenza degli editori italiani su Twitter. Sono forse il settore che più di altri ne ha capito il senso e le potenzialità. Sono creativi, sono aperti alla relazione, sono incredibilmente capaci di fare rete tra loro, si espongono su questioni rilevanti della vita politica e sociale.</div>
<div>A volte mi sembra quasi che siano più bravi online che offline, come se in Twitter avessero trovato un terreno fertile che assicura loro un’autonomia più difficile da mantenere sui media tradizionali. Seguire i loro account è una lezione in diretta di social media marketing ad altissimo livello ma anche un ottimo modo per ricevere pillole di letteratura a volte dimenticata. Ovviamente non sono tutti così, ma @EinaudiEditore, @FaziEditore, @EdizioniEo, @Marcoseditore, @isbnedizioni, @ilSaggiatoreEd, giusto per fare alcuni esempi, sono davvero uno spasso.</p>
<p><em>Cosa porti della tua vita off line in quella on line?</em><br />
Tutto, tranne la cellulite e l’emicrania. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><em>Cosa racconterai domani e cosa pensi ti aspetti dalla nostra iniziativa?</em><br />
Racconterò il mio percorso professionale, dalla svalutatissima laurea in lettere alla mia attuale attività di consulente e di studiosa. Come al solito queste sono ottime occasioni di scambio per conoscere “le vite delle altre”. Credo che in questo momento quello che serve, soprattutto alle nuove generazioni di donne, siano degli esempi, dei “casi studio” su cui potersi basare per la difficile operazione di scrittura in fieri della propria vita. I tempi non sono facili e nessuna è in grado di indicare la strada maestra, però mettendo assieme le narrazioni di tutte piano piano si può cominciare ad intravedere un orizzonte verso il quale tentare di muoversi. Di più, ad oggi, credo sia impossibile fare.</div>
<p><em><br />
</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/283/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/283/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=283&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Edith, il pranzo 2.0 è servito</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 15:12:00 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-244" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a>Una laurea in lingue orientali conseguita a Venezia, dove ha vissuto per molti anni, poi il lavoro a Bologna nel web e nell’editoria a fumetti. A un certo punto, però, <strong>Edith Gallon</strong>, nata a Conegliano 39 anni fa, ha detto basta e si è buttata in una avventura professionale, un ristorante nel centro di Bologna, gestita in modo 2.0.</p>
<p><a href="http://lindaserra.com/"><strong>Linda Serra</strong></a> delle GGDBologna l’ha intervistata per Articolo37 in vista de “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>” (l&#8217;hashtag è <strong>#NPDonne</strong>), l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net/">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it/">Provincia di Bologna</a> che si terrà, domani, <strong>sabato 15 ottobre</strong> alle Officine Minganti di Bologna.</p>
<p><em>Mi racconti chi eri prima della tua ultima  svolta lavorativa?</em><br />
ero account in una start up a target kids &amp; family. Facevo inoltre consulenze di business development nel settore web e editoria.</p>
<p><em>Quando hai detto &#8220;basta, è ora di cambiare”?</em><br />
Quando ho capito che stavo diventando troppo vecchia per poter aspirare ad una carriera di livello, a meno di andare all’estero e ricominciare da capo, e quando ho visto che, dopo 10 anni di precariato l’unica via che mi si prospettava era l’apertura della partita iva. Complice anche la pessima situazione economica del paese, mi sono detta che aspettando non sarebbe cambiato nulla, tanto valeva darci un taglio e rischiare.</p>
<p><em>Hai mai avuto paura di fare un salto nel vuoto, lasciando una professione &#8220;classica&#8221; e sicura?</em><br />
Paura certamente, ne ho ancor più ora che devo far quadrare i conti. Ma ero stufa di “tirare” per gli altri e l’unica sicurezza che avevo era quella di un futuro da precaria. La misura era colma ed ero pronta a fare qualcosa di mio in qualsiasi settore vedessi degli sbocchi.</p>
<p><em>Come ti è venuta l&#8217;idea di gestire un ristorante utilizzando un ipad e i nuovi media?</em><br />
Sono fondamentalmente una geek, ho fiducia nella tecnologia e nella sua capacità di semplificare la vita quotidiana lasciandoci più tempo libero. La scelta dell’ipad è venuta dopo una ricerca sulle varie opzioni dei punti cassa, ho visto il software per iPad l’ho trovato una soluzione comoda e semplice. Adatto allo stile moderno che volevamo dare al locale. L’uso dei nuovi media a livello promozionale è per me naturale, venendo da anni di lavoro in quel settore ne conosco e apprezzo le potenzialità.</p>
<p><em>Quali sono i tuoi progetti futuri?</em><br />
Per il momento tutte le mie energie sono impiegate nel ristorante, riuscire a far quadrare i conti fondamentalmente. In futuro vorremmo sviluppare l’attività di catering e chissà espanderci con nuove attività sempre nel settore della ristorazione. Ora come ora comunque la quotidianità è più che sufficiente e non ho il tempo di guardare troppo avanti.</p>
<p><em>Cosa racconterai all&#8217;iniziativa del 15 ottobre e cosa pensi che possa darti in termine di relazioni e opportunità?</em><br />
Sono felice di partecipare ad un evento di networking tra donne dato che sono convinta dell’importanza di fare rete in modo positivo e sono davvero lusingata di essere stata invitata. Racconterò di una piccola attività imprenditoriale nata da un sogno di indipendenza e dalla voglia di mettersi alla prova, delle sue difficoltà e delle sue soddisfazioni.</p>
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		<title>Politica, libri, foto e una tazzina di caffè: Framino e la comunicazione 2.0</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 05:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo37]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Pensanti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesca Minonne]]></category>
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		<category><![CDATA[politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gran Torino 2.0 è il titolo dello speech che Francesca Minonne terrà a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna in programma sabato 15 ottobre alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è #NPDonne). Francesca, che in rete [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=268&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-244" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a><em>Gran Torino 2.0</em> è il titolo dello speech che <strong>Francesca Minonne</strong> terrà a “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>”, l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net/">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it/">Provincia di Bologna</a> in programma <strong>sabato 15 ottobre</strong> alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è <strong>#NPDonne</strong>).</p>
<p>Francesca, che in rete è conosciuta anche come<a href="http://framino.blogspot.com"> Framino</a>, mastica politica e web tutti i giorni (ha alle spalle già tre campagne elettorali). In questa chiacchierata racconta le sue esperienze professionali, il suo percorso universitario e la passione per i social.</p>
<p>Grazie a Francesca e buona lettura!!!</p>
<p><em>Tu lavori per una agenzia di comunicazione che cura campagne elettorali a livello nazionale. In particolare, hai seguito quella di Fassino per le amministrative 2011. Ci racconti questa esperienza?</em><br />
Lavoro a Dol, agenzia partner di consulenza multidisciplinare per progetti online. Tra i progetti che curiamo c&#8217;è il Partito Democratico e i siti di alcuni esponenti del Pd, tra cui Fassino. Quella di Torino è stata la mia terza campagna elettorale per delle amministrative, in 3 città diverse e con 3 ruoli diversi nella prima ero nel gruppo che curava la web-radio, nella seconda ero la fotografa del candidato. In questa mi sono occupata della declinazione online della comunicazione del candidato. In agenzia abbiamo sviluppato il sito, una volta a Torino mi sono occupata dell&#8217;aggiornamento quotidiano, della presenza sui vari social (Facebook, Twitter, Youtube e Flickr) e le newsletter.<br />
Il sito di Fassino esisteva già da prima della campagna elettorale (sempre curato da Dol) ed era già iscritto e attivo sui social. Per questo non abbiamo dovuto creare da 0 la sua presenza, ma adattarla alla campagna elettorale.<br />
Ovviamente non ho fatto tutto da sola ma con un gruppo di persone. Il team di Roma che ha aggiornato la struttura del sito in base alle necessità della campagna e ci ha aiutato anche con l&#8217;aggiornamento dei contenuti, e con collaboratori del comitato, alcuni volontari che venivano quotidianamente in sede e che seguivano e scrivevano degli eventi, abbiamo raccontato con delle dirette su Twitter gli appuntamenti più importanti. Molti altri volontari ci hanno aiutato a<br />
diffondere i contenuti del sito sui socialnetwork.</p>
<p><em>Quando hai finito l&#8217;università, hai subito pensato al web come opportunità di lavoro?</em><br />
Mi sono laureata nel 2006 in Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma. Nell&#8217;ultimo anno avevo partecipato all&#8217;esperienza di Mediazone (magazine online della facoltà, che ora si chiama <a href="http://www.comuniclab.it/">Comuniclab</a>). Lì ho imparato (sul campo) cosa fosse la scrittura per il web e mi sono innamorata del web come strumento di comunicazione e, perché no, di lavoro. A distanza di anni ringrazio ancora il professore (anche relatore di tesi) che mi fece entrare nel progetto.</p>
<p><em>In rete sei anche Framino. Come nasce questa idea e cosa racconti nel tuo diario on line?</em><br />
Il blog Framino nasce a fine 2004 (e inaugura anche il mio nik, prima ne avevo un altro), nel periodo in cui scrivevo su mediazone. E’ un diario. Raccoglie le mie passioni: politica, tecnologia, fotografia, libri e caffè. Ci sono riflessioni, foto e pensieri (alcuni hanno la lunghezza di un tweet) e soffre un po&#8217; dell&#8217;incostanza della tenutaria e un po&#8217; dell&#8217;avvento dei socialnetwork che gli hanno rubato i cortissimi post che scrivevo ogni tanto. Da circa un anno c&#8217;è una rubrica EquiLibrismi sui libri.</p>
<p><em>In questi anni da blogger e/o da social media strategist c&#8217;è una storia o un evento che ti ha colpito in maniera particolare?</em><br />
Tra le cose che mi ha colpito di più (e che è diventato argomento della mia tesi) è stato il fenomeno della censura online in paesi come la Cina, Cuba e alcuni paesi arabi. D&#8217;altra parte, come molti, sono rimasta colpita dalle rivolte scoppiate la scorsa primavere proprio nei paesi arabi e che hanno trovato nella rete uno strumento importante.<br />
Poi ci metto anche tutta l&#8217;ultima tornata elettorale. Dalle elezioni amministrative (e non solo perché ero &#8220;parte attiva&#8221;) ai referendum di giugno fino al risultato della raccolta firme per il referendum contro il porcellum.</p>
<p><em>Cosa porti della tua vita off line in quella on line?</em><br />
La curiosità, l&#8217;apertura verso il nuovo e la voglia di comunicare</p>
<p><em>Cosa racconterai all&#8217;iniziativa di sabato e cosa ti aspetti?</em><br />
Racconterò come i socialmedia possono entrare a far parte della comunicazione di una campagna elettorale e di come sia possibile farlo soprattutto se il diretto interessato (il candidato) crede nell&#8217;importanza del web e dei nuovi strumenti di comunicazione. Penso che l&#8217;iniziativa mi farà conoscere nuove realtà, persone e mi potrà dare nuovi spunti.</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/268/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/268/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=268&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>WithandWithin.com, donne creative in movimento</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 06:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>articolo37</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le nuove professioni delle donne]]></category>
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		<category><![CDATA[Ggd Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[Paola Innocenti]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[WithandWithin]]></category>

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		<description><![CDATA[Due donne, due mamme formato 2.0. Sono Paola Innocenti e Laura De Benedetto della community al femminile WithandWithin. Paola Innocenti, mamma single incasinata, perde il lavoro dopo il terzo figlio e si inventa WithandWithin constatando che non esistono canali di promozione professionali per donne che vogliono reinventarsi professionalmente dopo i 40 anni. Laura De Benedetto, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=263&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-244" title="NPDLogo_New" src="http://articolo37.files.wordpress.com/2011/10/npdlogo_new2.jpg?w=150&#038;h=78" alt="" width="150" height="78" /></a> Due donne, due mamme formato 2.0. Sono <strong>Paola Innocenti</strong> e <strong>Laura De Benedetto</strong> della community al femminile<strong><a href="www.withandwithin.com"> WithandWithin</a></strong>.</p>
<p><strong>Paola Innocenti</strong>, mamma single incasinata, perde il lavoro dopo il terzo figlio e si inventa <a href="www.withandwithin.com">WithandWithin</a> constatando che non esistono canali di promozione professionali per donne che vogliono reinventarsi professionalmente dopo i 40 anni.<br />
<strong>Laura De Benedetto</strong>, moglie, mamma, lavora nel Marketing del settore web advertising. E’ presidente dell&#8217;associazione di networking professionale <a href="www.toscanain.org">ToscanaIN</a> e social networking addicted con oltre 10.400 contatti diretti su LinkedIN.</p>
<p>Laura sarà tra le protagoniste de  “<strong><em><a href="http://www.officineminganti.it/evento/104_le-nuove-professioni-delle-donne-study-day">Le nuove professioni delle donne</a></em></strong>”, l’iniziativa promossa da <a href="http://www.girlgeekdinnersbologna.com/">Girl Geek Dinners Bologna</a>, <a href="http://www.donnepensanti.net/">Donne Pensanti</a>, dal blog <a href="http://articolo37.wordpress.com/">Articolo37</a> e patrocinata dalla <a href="http://www.provincia.bologna.it/">Provincia di Bologna</a> in programma <strong>sabato 15 ottobre</strong> alle Officine Minganti di Bologna (il nostro hashtag è <strong>#NPDonne</strong>).</p>
<p>In attesa di ascoltarla, ecco cosa ha raccontato, insieme a Paola, dell’esperienza di questo social  network tutto al femminile, lanciato solo poche settimane fa.</p>
<p dir="ltr"><em>Come nasce WithandWithin? Chi lavora al progetto? Da quali esperienze professionali provenite?</em></p>
<p><a href="www.withandwithin.com">WithandWithin</a> è una community che nasce come strumento di condivisione e incontro tra donne. Intende diventare uno strumento di promozione professionale di esperienze e competenze tipicamente femminili non valorizzate dal mercato convenzionale del lavoro. Le donne infatti posseggono incredibili risorse che messe a disposizione con creatività di altre donne possono diventare non solo occasioni di risparmio ma anche fonti di guadagno!</p>
<p dir="ltr">Al progetto lavora Paola Innocenti, fondatrice che arriva dal settore sviluppo prodotti / merchandisingche sta collaborando con donne come me Laura De Benedetto (e uomini <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  ) che provengono da esperienze nel mondo web e appassionate di social media marketing.</p>
<p dir="ltr"><em>Mi racconti chi eri prima del tuo social network?</em></p>
<p dir="ltr">Sono veramente web addicted! Internet e i social network sono la mia passione e il mio lavoro! Ma sono anche, come tutte le donne, moglie, mamma, impegnata nel lavoro e nel sociale e, come tutte le mamme, vorrei un mondo migliore a misura di donne vere che vedono ogni giorno come una sfida, una gimcana tra scuola materna, ufficio, spesa in una società costruita su orari ed esigenze maschili (ahimè).</p>
<p dir="ltr"><em>Cosa ti aspetti da questa esperienza?</em></p>
<p dir="ltr">Vivo la nascita di una start-up con le sue difficoltà e, con l&#8217;entusiasmo di tutte (soprattutto le utenti) i suoi successi. Posso capire se è possibile un mondo virtuale diverso sperando che nel frattempo cambi anche quello reale! Con WithandWithin vorrei fare networking con altre donne che utilizzano la rete per reinventarsi con creatività una nuova vita professionale.</p>
<p dir="ltr"><em>Come è stato accolto il social network?</em></p>
<p dir="ltr">La versione italiana è andata online il 19 settembre e, la settimana dopo, è partita quella inglese. Abbiamo già oltre 600 utenti registrate, tanti oggetti in scambio (abiti dismessi dei bambini, scarpe e borse che ci hanno stufano, bellissime case in Marocco, Sicilia, Toscana) e vetrine professionali interessanti e sfaccettate (dall&#8217;avvocato all&#8217;estetista, dall&#8217;ingegnere alla wedding planner). E, per il momento, tutto tramite il passaparola delle utenti tester che hanno invitato le loro amiche dunque invitiamo anche voi ad entrare nel nostro / vostro spazio, darci un feedback e invitare le vostre amiche ad utilizzarlo: più siamo e più networking facciamo!</p>
<p dir="ltr"><em>In cosa è diverso rispetto a Linkedin?</em></p>
<p><a href="www.withandwithin.com">WithandWithin</a>, a differenza di LinkedIN, è aperto anche alle donne che amano cucinare, vendono marmellate, hanno un agriturismo ed un blog ossia alla promozione di lavori atipici e/o professioni in cui il target principale sono le donne stesse (vacanze, alimentazione, ecc.). Poi LinkedIN è uno spazio professionale al 100% riservato per lo più a manager inserite prevalentemente in azienda mentre WithandWithin è una community dove le donne possono condividere anche esperienze di vita personale (per esempio le malattie del bambino, le ricette per la crescita, ecc.) con la certezza di essere capite. Non solo! L&#8217;area dello scambio consente di dare nuova vita ad oggetti dismessi o di condividere la propria casa, in linea col cambiamento dei sistemi di consumi vuoi per l&#8217;attuale crisi che per le logiche sempre più collaborative degli stessi, facilitate dalle novità introdotte dal web.</p>
<p dir="ltr"><em>Chi sono le donne che si iscrivono? Quale è il profilo tipo?</em></p>
<p dir="ltr">Le donne iscritte a WithandWithin sono donne diversissime tra loro: dalla studentessa che fa la baby-sitter nel tempo libero all&#8217;affermato architetto, dalla social media manager alla coach d&#8217;impresa, dall&#8217;imprenditrice alla casalinga). O ancora mamme che hanno la passione per le ricette, creano bijoux o hanno un blog e vogliono farlo sapere ad altre donne.</p>
<p dir="ltr"><em>Cosa cercano e cosa offrono?</em></p>
<p dir="ltr">Cercano lezioni di lingue straniere da madrelingua (tedesco, inglese, ecc.), baby- oppure dog-sitter, rammendatrici, ecc. e danno in cambio favole originali e personalizzate, consiglie come personal shopper o di arredamento, lezioni su come creare un profilo su LinkedIN (nel mio caso, dato che sono tra le utenti più connesse in Italia <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> .</p>
<p dir="ltr"><em>Cosa racconterai all&#8217;iniziativa di sabato e cosa pensi che possa ti aspetti dal nostro evento?</em></p>
<p dir="ltr">Vorrei presentare in breve le sezioni CONDIVIDI, GUADAGNA e SCAMBIA adesso a disposizione su WithandWithin e, per ognuna, fare degli esempi interessanti ed originali di utenti che utilizzano la community al meglio per esprimersi, risparmiare e guadagnare.</p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/articolo37.wordpress.com/263/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/articolo37.wordpress.com/263/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=articolo37.wordpress.com&amp;blog=18727577&amp;post=263&amp;subd=articolo37&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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