Annalisa Uccheddu, una laurea in teatro, ha fatto della sua passione per i libri un lavoro, anzi un lavoro 2.0 visto che ha creato una casa editrice di e-book basata su progetti e contatti sviluppati online. Dall’editing allo scouting, fino alla vendita, è nata l’azienda Siska Editore.
Mi parli brevemente del progetto che presenterai domani?
All’incontro di domani parlerò della mia casa editrice nativa digitale, Siska Editore, nata dalla passione per i libri per la lettura e dalla mia esperienza di blogger e dalla fiducia nelle potenzialità del digitale. Credo, infatti, che l’editoria digitale sia un ottimo strumento per diffondere la cultura, la lettura, per valorizzare nuovi autori e nuove storie. Inoltre, mi affascina la dinamicità del formato digitale che è in fase di continua evoluzione. La trasformazione da blogger a editore digitale è il risultato di un’alchimia tra il blog, i social e i “magici aiutanti” (amici vecchi e nuovi), della curiosità, della volontà di raccontarsi e di leggere gli altri. Le mie prime autrici sono blogger che seguivo. La ricerca degli autori e di “storie filosofe”, come amo chiamarle, continua ancora tra i blog, ma anche tra le proposte letterarie che arrivano in redazione.
Cosa ti aspetti dall’esperienza di #Npdonne?
Non vedo l’ora di ascoltare le esperienze delle altre, scoprire quanto mi ritroverò in esse e quanto potrò imparare da loro. Mi aspetto che sia un’esperienza di incontro e di scambio stimolante nell’immediato presente, da cui potrebbero partire collaborazioni future, di ascolto reciproco per cominciare. Se da un lato sarà un modo per conoscere altre donne “avventurose” come me dall’altro sarà occasione di confrontarmi sul mio progetto con i presenti e ogni occasione di feedback è sempre preziosa.
Chi eri prima della tua svolta geek (se questa è stata uno spartiacque nella tua vita professionale)?
Ho una formazione umanistica: liceo classico, Facoltà di Lettere e corso di Laurea in teatro, i libri sono sempre stati la mia passione. A 15 anni mi sono innamorata del pc e della tastiera, a 27 ho aperto un blog e a 28 sono partita con Siska Editore. Alla fine si è trattato di un cambiamento graduale, il digitale è diventato rapidamente parte integrante della mia vita, è vero. Però credo che ci sia stato uno spartiacque, ancora più forte di quello del blog, e che sia coinciso con la creazione dei prodotti digitali: gli ebook. Oltre al lavoro editoriale e di redazione, che è proprio di ogni editore, mi appassiona davvero tanto realizzare gli ebook, mettere mano negli html, nel css ecc… E quando c’è qualcosa che non torna? Chiedo aiuto a chi ne sa più di me e continuo ad imparare.
Come ha influito la rete sulla tua attuale affermazione professionale?
La mia professione è interamente nata e cresciuta in rete, quindi direi che l’influenza è stata totale! Certo la maggior parte dei contenuti (storie, filastrocche e romanzi) nascono offline, ma è in rete che si sviluppano e che camminano con le loro gambe (e con quelle degli amici che le sostengono). Del resto noi stesse non siamo “dentro” la rete, ma con le nostre idee creative, i nostri contenuti, il nostro dinamismo rendiamo la rete viva e reale; diventiamo rete noi stesse. La rete mi ha permesso di entrare in contatto (prima in forma di ascolto e poi di dialogo) con persone che mi hanno arricchita enormemente e di comprendere che era possibile trasformare l’idea iniziale di un blog di racconti in qualcosa di più: una casa editrice digitale.
Poi, trovo che le donne sappiano fare rete in maniera molto efficace e ultimamente ne ho riscontrato la prova lampante in un social dedicato esclusivamente alle donne. Si chiama di www.withandwithin.com e mi ha dato molte occasioni di dialogo e di crescita sia personali sia lavorative (tra cui molti preziosi feedback di lettrici e di blogger riguardo agli ebook che pubblico).
Cosa porti della tua vita off line in quella on line?
Sicuramente tanto. Per cominciare, molte delle informazioni che raccolgo le condivido con le persone che conosco (che siano o meno attive quanto me in rete). Un esempio per tutti, come blogger ho imparato a conoscere ad apprezzare molte mamme blogger e ora che alcune care amiche sono in dolce attesa segnalo loro i blog e i post che fanno al caso loro. Ed è bello sentirsi utile anche così. E poi nella vita off line è diventato ancora più facile e naturale creare rete e lanciarsi in nuovi progetti.
Quanto pensi che le nuove tecnologie possano incidere sul lavoro delle donne (in termini di miglioramento, nuove professionalità, conoscenze, etc etc)?
Le tecnologie e la rete si combinano molto bene con la versatilità delle donne. Penso che le nuove tecnologie possano incidere enormemente sulla vita di una donna e in positivo. Certamente negli aspetti che sottolinei tu, ma soprattutto nella sostenibilità del lavoro, sia in termini di economia che di tempo. Nel lavoro da casa e su internet le possibilità per una donna di gestire le altre incombenze con più efficacia e serenità esistono realmente. Attenzione, però. C’è sempre il rischio – lo vivo in prima persona – di strafare anche in questo caso e di ritrovarsi sommerse da tutto e di più (casa, lavoro, varie ed eventuali). Le tecnologie, e la nostra abilità nel loro utilizzo, aiutano perché sono uno strumento di lavoro e di comunicazione potentissimo, e possono migliorare la qualità della nostra vita, ma non possono sostituire la collaborazione e il rispetto di cui ciascuna di noi ha bisogno da chi ci circonda. Detto questo, penso che i passi avanti che con le tecnologie riusciremo a compiere nel lavoro e nella vita quotidiana ci permetteranno di compierne altrettanti su altri versanti.
Le nuove professioni delle donne è una iniziativa promossa dall’associazione Girl Geek Dinners Bologna, dai blog francescasanzo.net e Articolo37. Qui lo storify a cura di Francesca Sanzo.