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E’ la primavera a novembre: Paola Santoro, il web e la rinascita professionale

su 11 ottobre 2011

Paola Santoro è una blogger, si occupa di Social Media Management e Events Planning ed è una delle Girl Geek Dinners Roma. Sabato 15 ottobre a “Le nuove professioni delle donne”, l’iniziativa promossa da Girl Geek Dinners Bologna, Donne Pensanti, dal blog Articolo37 e patrocinata dalla Provincia di Bologna, ci racconterà la sua rinascita professionale ed il suo incontro con il web.

In attesa di ascoltare Paola (che finalmente conoscerò) al nostro incontro alle Officine Minganti, vi ricordo che l’hashtag dell’evento è #NPDonne. Intanto, se questa mattina volete conoscere come è nata la nostra iniziativa e qualche altra curiosità sull’evento, non vi resta che ascoltare l’intervista in diretta su Radio Città del Capo a Linda Serra delle GGDBologna.

Come nasce Wonderpaolastra?
Wonderpaolastra nasce per urgenza e per sfida.
Con urgenza intendo la necessità di trovare uno spazio per pensare e prendermi cura di me stessa e delle mie riflessioni.
Wonderpaolastra, infatti, non è un blog tematico, non è una sorta di portofolio professionale, né tanto meno un diario intimo. Scrivo di comunicazione e cultura digitale, cinema, libri, tecnologia, politiche femminili e tutte quelle esperienze che in qualche modo stimolano una riflessione.
La sfida è stata invece verso il mezzo tecnologico. Prima del 2008, l’anno in cui è nato il blog, il computer per me rappresentava uno strumento di fruizione e non di creazione. Mi spaventava l’idea di una conoscenza, quella tecnologica, così lontana dai miei studi e dalla mia vita quotidiana. E invece, passo dopo passo, complici le interfacce sempre più amichevoli e usabili e una gran voglia di partecipare al mondo che cambia sempre più velocemente, il mostro tecnologico è diventato meno mostruoso, molto interessante da scoprire e tutto sommato facile da padroneggiare.

Mi racconti chi eri prima del tuo blog e della tua svolta geek?
Prima del mio blog volevo fare della scrittura cinematografica la mia vita. Da Bologna mi sono trasferita a Roma, ho fatto la scuola di cinema e ho cominciato a lavorare nel settore con tanta fatica e tanta passione. Il lavoro mi assorbiva totalmente, ma non ho mai smesso di sentire che qualcosa intorno a me stava cambiando. Stavo diventando geek senza rendermene conto.
Essere geek è uno stile di vita, un un modo di essere e di approcciarsi a una realtà in continuo movimento che non può più prescindere dall’uso consapevole dei nuovi media.
Poi ho incontrato le Girl Geek Dinners di Roma che mi hanno chiesto di entrare a far parte del team e quello è forse stato il mio vero battesimo verso la svolta geek attiva.

On line, però, scrivi anche per Tiragraffi e Donna Impresa e fai parte delle GGD Roma. Come convivono queste esperienze? Pensi che, negli ultimi anni, sia cambiata la consapevolezza delle donne riguardo all’uso delle nuove tecnologie?
Scrivere su più piattaforme è un’impresa complessa perché frammenta la tua identità, ma ne è anche il suo valore aggiunto perché senti di dare un po’ di te a più e diversi lettori.
Oltre ai blog che hai citato scrivo anche di cinema per The Reservoir Blogs e questo mi aiuta a dedicare del tempo alla mia passione primordiale. Con Tiragraffi esploro le frontiere degli spazi creativi e su Girl Geek Dinners Roma, insieme alle altre ragazze, teniamo viva una community aperta e virale con l’obiettivo di creare occasioni di networking tra donne (e non solo) che fanno (o che faranno) dei nuovi media uno strumento di realizzazione personale e professionale.
Su Donna Impresa (nel periodo della mia collaborazione che si è appena concluso) ho tentato di entrare nella profondità questioni legate alle tematiche di genere, cercando di recuperare le lotte del passato per adeguarle all’attuale contesto storico, sociale e politico strettamente legato all’avvento delle nuove tecnologie e del loro impatto sulla rielaborazione dei modelli sociali e imprenditoriali.
Io credo che il rapporto tra donne e tecnologie stia cambiando perché sono cambiate le donne e sono cambiate le tecnologie. Queste ultime infatti stanno concretamente modificando il nostro modo di interfacciarci con una realtà digitale sempre più integrata con l’esperienza fisica. L’innovazione tecnologica ha migliorato la vita delle donne ed è diventata un’alleata per l’avanzamento professionale, per lo studio e per la conduzione della vita privata, anche aiutandole a fare Rete e a creare community tematiche.
Dall’altro versante si sta lentamente incrinando  quella mentalità in cui domina la percezione delle differenze in termini di manchevolezza piuttosto che di valore aggiunto e opportunità di confronto.

C’è qualche storia di Donna Impresa che può essere un esempio da portare alla nostra iniziativa di sabato?
Nel blog c’è una sezione che si chiama Cambio Vita – La mia impresa, Il mio sogno, la mia storia, in cui si raccontano le donne del presente che hanno usato creatività e passione per dare vita al proprio sogno imprenditoriale. Donne comuni, donne con cui condividiamo la stessa quotidianità e le stesse problematiche, donne che ci trasmettono coraggio e alimentano la motivazione a essere protagoniste della propria vita.
Sul territorio italiano cominciano a nascere piccole e importanti realtà imprenditoriali. Mi vengono in mente due donne che hanno fatto della sostenibilità (tematica a me molto cara) uno stile di vita imprenditoriale. Una è Silvia Palladini che, da dipendente di industria chimica è diventata un’imprenditrice green fondando una piccola azienda di detergenza ecologica, la Bensos. Un’altra e Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont l’azienda che ha brevettato e commercializzato il Mater Bi, la bioplastica che, tra i vari usi, ha sostituito le vecchie buste del supermercato.

In questi anni da blogger c’è  un evento o una storia che ti ha colpito in maniera particolare?
Non parlerei di un evento in particolare, ma di tutti gli eventi a cui ho partecipato, più o meno grandi, più io meno strutturati, che hanno messo insieme persone diverse, accomunate da interessi simili e che hanno trovato occasioni di confronto e magari opportunità professionali.
La capacità della rete di generare in maniera diffusa, capillare e virale occasioni di networking è una risorsa fondamentale per lo sviluppo sociale del nostro paese in chiave democratica.
Certamente la Rete è fatta di persone che fanno la differenza e il passo successivo necessario è quello di saper distinguere tra chi propone soluzioni concrete e chi approfitta della opportunità di parlare a molti per filosofeggiare e pontificare.

Cosa porti della tua vita off line in quella on line?
Prevalentemente i miei ideali e il desiderio di condividerli e di creare forze associative, come le GGD, i gruppi #donneXdonne, Indigeni Digitali, Hopen
Raramente racconto sui social network la mia vita privata ma non ho remore nel condividere on line le sollecitazioni che gli eventi possono causare al mio universo valoriale e sensoriale.
In rete mi piace incontrare persone nuove con cui semplicemente condividere occasioni di convivialità e divertimento. Probabilmente negli incontri dal vivo risultò più confidenziale e meno sostenuta di come mi racconto sul web, ma questo perché quel che ti restituisce il contatto diretto è ciò che ti consente di stabilire delle relazioni più spontanee.
Inoltre la mia vita on line è fatta anche del mio lavoro quindi ho piacere e interesse nello stabilire rapporti con le persone che un giorno potranno diventare clienti o collaboratori.
In altre parole l’immagine on line di Wonderpaolastra è emanazione del mondo interiore di Paola Santoro e tenta di muoversi con coerenza sui binari della credibilità e della professionalità.

Cosa racconterai all’iniziativa di sabato e cosa pensi che possa offrirti?
Durante l’evento Le nuove Professioni delle Donne racconterò in un breve speech dal titolo “È la primavera a novembre…” Rinascita di una donna, la mia rinascita professionale. Sono partita da una poesia di Jack Folla che racconta l’avventura delle donne di ricostruire se stesse. Vorrei semplicemente riportare ad altre donne che magari in questo momento stanno pensando di ricollocarsi professionalmente, la mia avventura sperando che possa essere da esempio e da stimolo.
Nel workshop I like my Fan. Piccola guida alla gestione di una brand community su Facebook darò un esempio concreto di come aprire e gestire la Fan Page di un brand su Facebook e, dopo una prima parte iniziale teorica, il gruppo aprirà una pagina mettendo in pratica i primi rudimenti di community management.
Iniziative come questa rappresentano un modello interessante di come diverse realtà associative (GGD Bologna, Donne Pensanti e Articolo 37) messe insieme possono dare vita a momenti importanti non solo di aggregazione e supporto, ma anche e soprattutto possano diventare un punto di riferimento per fornire gli strumenti per partecipare attivamente al mondo che cambia.
E’ un privilegio essere parte di questo progetto e spero possa aiutarmi a farmi promotrice di iniziative simili.
Grazie Ragazze e complimenti.


2 Risposte to “E’ la primavera a novembre: Paola Santoro, il web e la rinascita professionale”

  1. [...] sapere chi sono queste donne, vi consigliamo le interviste di Articolo 37. C’è anche la nostra.  Il programma lo trovate [...]

  2. [...] Tra meno di un’ora arriverò a Bologna dove racconterò la mia storia professionale. Sono molto emozionata e anche intimidita all’idea di dover parlare a tante donne come me e tante molto diverse da me. Sento molto la responsabilità che le mia parole possano essere da stimolo per chi ha voglia di reinventarsi professionalmente.  Ho provato più volte a preparare un discorso, ma ogni volta era un viaggio interiore fatto di grandi soddisfazioni, momenti di nostalgia per il passato e sprazzi di energia incontrollabile. E così ho smesso e ho deciso di improvvisare, di trarre ispirazione dall’atmosfera. Il treno corre velocissimo e le Officine Minganti di Bologna non sono molto lontane Non vedo l’ora di raccontare la mia primavera a novembre. [...]

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