Professione Barbie

Più fashion di Linkedin, più rosa di un grigio tailleur da “uoma” anni ’80, più cotonata di una parrucchiera della Riviera. Adesso è Barbie ad introdurci nel mondo del lavoro.

Si chiama “Barbie I can be”ed è una raccolta a fascicoli della Hobbie & Work, lanciata da qualche giorno, che si ispira ad una serie di bambole prodotte dalla Mattel (qui la collezione) e che già imperversa negli spot pubblicitari in tv.

Nel primo numero Barbie è una veterinaria e, alla fine del fascicolo (il primo numero è consultabile on line), la lettrice che avrà seguito i consigli della bambola otterrà anche il diploma. Ogni uscita, per non farsi mancare proprio niente, è accompagnata da vestiti e accessori che identificano il mestiere.

Scorrendo il piano dell’opera (24 numeri per la gioia del portafoglio di mamma e papà), scopro che Barbie insegnerà a diventare ballerina classica, attrice e baby sitter (questi i mestieri dei successivi tre numeri) e poi ancora pizzaiola (molto meglio la Loren de L’oro di Napoli, però), pasticcera, biologa marina, pediatra, agente segreto, calciatrice, telegiornalista (ma perché una giornalista della carta stampata vale meno?), surfista, veterinaria di un safari, pop star, pediatra, ingegnere, poliziotta e pilota d’aereo, solo per citare alcuni mestieri.

A professioni classiche (e probabilmente più concrete nella vita reale) se ne affiancano alcune frutto di un immaginario televisivo (la bagnina si ispira a quella resa celebre da Pamela Anderson) che ha condizionato la nostra infanzia e continua a farlo con i nostri figli.

Segno dei tempi: Barbie non fa la maestra (la scure della Gelmini si è abbattuta anche sulle sue aspirazioni pedagogiche) e nemmeno la miss (molto quotata negli anni ’80).

Non c’è traccia, per ora, di una Barbie ministro o deputato. Per quello può bastare anche fare l’attrice o la modella.

Nota a margine

Di Barbie avevo già scritto qui.

About these ads

7 thoughts on “Professione Barbie

  1. La Mattel è una potente multinazionale e non investe su quel che non è certa che le faccia ottenere ricavi. Da questa premessa, banalissima, credo che si possa discutere delle nostre figlie, di quel che sognano, di ciò che aspirano di diventare e di come si formino idee sul mondo, sul futuro possibile per loro. Anche se la presenza della Barbie calciatrice rivela che è derivata da ricerche statunitensi.

  2. Hai ragione, sociologicamente è interessante! Anch’io ho notato che dall’elenco manca la maestra, pare sia proprio una figura in ribasso. Sul fatto che non ci sia la normale giornalista (non tele-) credo gravi il fatto che ad esempio per farlo come lo faccio io (1,60 per circa 60 kg, occhialoni da talpa e un dente ribelle in avanti), cioè stando dietro a una tastiera, non sia necessario essere come una Barbie. Molto meglio così!
    Hai pienamente ragione con la conclusione: diventare ministro sarà la carriera della Barbie attrice. Ma sono poi proprio “attrici” quelle? Mah.

  3. Bhè, almeno hanno inserito anche lavori che serve una laurea e voglia di studiare (mi riferisco soprattto alla biologa marina), infatti per laurearsi, nella realtà, bisogna studiare chimica, non ricordo se anche fisica… Come el resto anche l’ ingegnera.

    Questa iniziativa la reputo migliore di altre sempre della stessa Mattel!

  4. Non ci credo! Avevo in mano il fascicolo dieci minuti fa, a casa di un’amichetta di mia figlia.

    Ad ogni modo, al di là delle professioni scelte, i testi sono talmente sdolcinati che non oso pensare a quale impegno verrà richiesto ad una barbie professionista (assicurarsi di avere un set da scrivania rosa?).

  5. Allora il dato positivo è che ogni tanto si introducono innovazioni culturali che mostrano il cambiamento di costume (diverse professioni, la barbie vecchia e la barbie disabile), ma non c’è la consaoevolezza che si può parlare alle donne, bambini senza usare un linguaggio melenso e gadget rosa.
    avete presente i tremendi (imho) telefonini rosa e pieni di swarosky .. e se ci interessasse di più cosa posso fare della tecnologia che non il rosa? ecco su questo c’è ancora molto da fare …

  6. Mi torna in mente una discussione tra mamme ai tempi delle figlie alla materna, poi ripetuta con le figlie alle medie.
    Mi ricordo madri con abiti firmati (alcune vorrei ma non posso per cui parzialmente firmate o con firme minori) che si domanavano perché le figlie desideravano prima abiti di Barbie (proprio la linea) e poi abiti in linea con la moda dei compagni di scuola, mentre la mia si vestiva a prezzi stracciati… indovinate come mi vesto io?
    In conclusione: le Barbie tutte rosa e brillantini, al di là del gusto eccessivo dei bambini (i brillantini sono affascinanti, ma senza marca) traducono quello che vivono.
    La mancanza dell’insegnante è comprensibile, non è un lavoro da sognare… lo conoscono e come disse mia figlia a 5 anni “eh no…lavotrano troppo!” :-D

  7. grazie a tutte per i commenti.
    non ci crederete, ma da quando ho pubblicato questo post nel motore di ricerca del blog l’espressione più cercata è proprio “barbie I can be”…
    immagino mamme e papà che, sotto l’effetto della pubblicità e sollecitati dalle figlie, usano il web per saperne di più della collezione fino a quando non si imbattono nel mio post…
    buona giornata a tutte

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...